Con il parto non nasce solo un nuovo essere umano, prende vita anche un nuovo (potenziale consumatore).
In questa foto vedete tre valigette gentilmente in regalo dalle nostre cliniche.
Per la prima è bastato il primo incontro di orientamento, per la seconda e la terza abbiamo dovuto aspettare invece la nascite e ci sono state consegnate il giorno prima e quello della dimissione dall’ospedale.
Cosa c’è dentro? Facile: tutto quello che può essere utile al genitore del ventunesimo!
Tante belle fotografie di bambini e genitori modello (in tutti i sensi), qualche immagine da fumetto, molti prodotti (in campione), molti colori, alcuni consigli di puericultura e tanta, tantissima pubblicità.
Dietro questo invitante, variopinto e anonimo involucro si nasconde ufficialmente una valigetta tuttofare che dovrebbe aiutare i neo-genitori. In realtà si tratta di una “valigia dei desideri” di consumo progettata e pagata dai settori marketing per l’infanzia.
Attenzione però, non stiamo dicendo che si tratta di un inganno. Almeno non solo. Anzi, le coppie medie conoscono bene origine commerciale di questi contenitori. Ma non gli interessa, o li disturba (almeno all’apparenza). Presto dovranno acquistare, o lo hanno già fatto, molti di quei prodotti e averne qualcuno in più, per giunta grati non guasta. Anche noi li stiamo usando.
Inoltre, spesso in alcuni o molti casi si arriva al giorno della nascita completamente digiuni dele nozioni base sull’infanzia, non si sa da che parte cominciare o comunque si hanno molti dubbi e domande. Non ci hanno mai dato il libretto delle istruzioni!?!

Allora qualsiasi cosa come questa può essere d’aiuto. La coppia che stava per essere dimessa prima di noi era in preda ad ansia da abbandono. L’abbandono dell’ospedale come luogo protetto e rassicurante, del nido che controlla e rassetta il neonato. Allora questi in questi ultimi momenti, durante le pratiche burocratiche eccoli a chiedere al pediatra e alla puericultrice informazioni elementari su come accudire il loro piccolo. Naturalmente parte delle risposte potevano trovarsi in quella magica valigetta.
E qui inizia il problema. Infatti questa pratica può nascondere almeno quattro insidie:
- Usa il “prestigio” della medicina e della cura ospedaliera come sostanziale garanzia dei prodotti presentati.
- Si offre in un momento di particolare debolezza e vulnerabilità delle persone, momenti in cui si è disposti a prestare orecchio a chiunque e qualunque soluzione sopratutto se familiare (nella presentazione) e immediata (nell’effetto).
- Non si presenta come un prodotto commerciale, anche se il suo obiettivo è esplicito (questo vale soprattutto per le riviste).
- Come spesso accade per le “soluzioni commerciali” ai problemi di alimentazione e salute la questione non è semplicemente il potenziale contenuto dannoso o almeno inutile dei prodotti commercializzati ma del fatto che vengono escluse altre soluzioni, più semplici o semplicemente che non sono in commercio o sono gratuite.
Credo torneremo spesso su questa punti, intanto potete divertirvi osservando l’interno delle valigie fatate da queste foto rintracciabili in questa pagina di Flickr con le immagini del


23 Settembre 2007 a 11:54 pm
[...] (”vestite vostro figlio come vi vestite noi” è stato detto ai genitori che avevamo già incontrato alle dimissioni), di norma questa misurazione pare l’unica vera utilità di questa visita. [...]