La gravidanza unisce le famiglie. Forse anche troppo.
Abbiamo appena ricevuto per un intero pomeriggio (leggasi dalle 17.40 alle 20.20 – dice lei) la visita di quattro futuri nonni ansiosi e agitati per le cose da fare o le indicazioni su dove, quando e cosa fare delle nostre vite e stanze.
Sono appena usciti e noi siamo esausti e travolti.
Ma dico. Uno ci mette una vita a riusce ad abbandonare il tetto familiare per formarsi un’altra famiglia, ma proprio questo suo formarsi ti fa tornare nel ventre molle della famiglia di provenienza. Fare figli pare ricondurre tutto e tutti alle nostre rispettive famiglie, alle madri.
Al contrario di come diceva Cooper. “Sa cosa dice Cooper?”:
Il significato implicito della parola “madre” abbraccia un certo numero di funzioni biologiche; funzioni primarie di protezione, un ruolo iperdefinito della società, ed una certa “realtà legale”. In effetti la funzione materna può essere estesa ad altre persone oltre alla madre – al padre, ai fratelli, e soprattutto ad altri individui al di fuori del gruppo biologico familiare.
Non abbiamo più bisogno di padri o di madri. Abbiamo solo bisogno di “maternage” e “paternage”. (p. 31)
Niente di più lontano di quello che pare aspettarci. Almeno secondo il parere del nostro amico Claudio. Seppur avesse idee simili alle nostre, ci ha tenuto a prospettarci un futuro in cui i cari amici non riescono a svolgere alcuna funzione di “maternage” e “paternage” e il tutto ricade fatalmente su nonne e nonni biologici. Anzi a quanto pare, gli amici non riusciranno neanche a “capire” i nostri problemi.
Chi avrà ragione?

28 Agosto 2007 a 6:08 pm
madonna quanto vi capisco!
per quanto riguarda la famiglia, mi divido tra l’ansia di mia madre che ha bisogno di sentire che io ho bisogno di lei – aaaaargh!
e l’accollo dei fratelli, che – visto che sono emigrata – quest’estate che sono cicciona e che avrei bisogno di riposarmi e di farmi i beati cazzi miei – hanno deciso di venirsi a fare 15 giorni da turisti nella citta’ in cui vivo (mi e’ toccato specificarlo con ditino alzato che NO, NON TUTTE LE SERE AVREBBERO MANGIATO OSPITI DA ME)
per quanto riguarda gli amici, sono ancora una grossa incognita, anche se credo che come sempre riusciranno a stupirmi in negativo.
per quanto nei miei sogni piu’ felici immaginavo vite comunitarie e condivise, penso che sara’ meglio che mi trovi una babysitter, altro che paternage…
i miei amici e le mie amiche so tanto carucci, ma non gli lascerei nemmeno na pianta.
boh… magari e’ che sto presa male in questo periodo, che mi sembra che nessuna delle persone che mi sono care abbia un minimo di consapevolezza del fatto che sono un po’ + fragile e che ho bisogno di + attenzioni… duole dirlo, ma mi sento sicura solo del mio compagno, e mi vivo sta cosa con un certo senso di colpa controrivoluzionario…
(bello avervi scoperto, devo ringraziare alfonso se adesso mi sento meno sola in questa avventura riproduttiva
scusate il pippone, anyway
e… piacere di conoscervi!