Prime botte

30 Ottobre 2007

Forse è troppo presto per festeggiare. E forse era troppo presto per usarla. Ma ieri abbiamo messo – in occasione del secondo compimese – il piccolo sotto una di quelle palestre per infanti che mia sorella ci ha “passato”.

Non si era mai interessato troppo ai giochi evidentemente troppo da grandi. Ma questa volta l’abbiamo messo al contrario, da lato della palla che credo debba essere presa a calci.

Questa volta a cominciato a prenderla a pugni. Muovendosi questa faceva rumore per il sonaglino che c’era dentro e ondeggiava da tutte le parti.

Ebbene, lui è impazzito dalla felicità (un gaudio che in questa fase della vita si esprime con un viso beato e gli arti che si muovono su e giù in maniera scomposta quanto febbrile, presto le foto).

Abbiamo visto per la prima volta nei suoi occhi la soddisfazione di riuscire ad intervenire su qualcosa, ad operare sulla realtà fisicamente per cambiarla.

E giocarci pure.


L’epica genitoriale

17 Ottobre 2007

Mi pare ci siano due poli ben distinti nel modo di raccontare la propria esperienza di novelli genitori.

La prima esprime tranquillità e modestia. Non inquieta, è rassicurante: pare che in essa il piccolo o la piccola quasi non avesse modificato in nulla la propria vita. Di solito è propria delle prime risposte alle domande, prima di sbottonarsi.
La seconda esprime epiche gesta. L’impatto è stato invece devastante, assoluto. Ogni esperienza è stata estrema come la risposta del padre. Di solito è propria dei racconti del passato.

Ad esempio il nostro “macellaro” oggi ci ha narrato che il suo primogenito non lo ha fatto dormire per tre anni. Letteralmente.

Dove stiamo noi?

Naturalmente nell’esatto, moderato, corretto e veritiero mezzo.


Ritmi sincopati

16 Ottobre 2007

A quanto pare i maggiori problemi del “trattare” con un neonato provengono dalla loro incostanza. Almeno da quando si è deciso di rispettarne i ritmi.

Ogni giorno, quasi ogni ora le sue abitudini cambiano.

Questo rende particolarmente difficile fare previsioni, avere qualche regola o regolarità. Da un lato questo sconvolge l’ordinata vita occidentale così fondata sull’orologio. Da un altro, si accompagna perfettamente ai ritmi sincopati del nostro flessibile modo di vivere e lavorare.

Ieri ha mangiato tutto il giorno, con “attacchi” di 2-3 ore. Oggi aveva ritmi da aborigeno: 15 minuti circa di poppata alternate a sonnellini della stessa durata, con sporadiche pause di veglia della stessa durata (massima).

Chissà domani.


Il mio primo sorriso

15 Ottobre 2007

Scusate ma come ogni blog serve anche come diario personale.

Oggi, appena svegliato e messo nel suo piccolo trono sopra il tavolo Milo mi ha fatto il suo primo sorriso. Certo non è nulla di eccezionale o nuovo. Ma a parte la bellezza di quel viso sorridente in sé, riveste un significato particolare per ogni genitore.

Dopo settimane di pianti e sguardi persi nel vuoto, si accorge della vostra presenza e vi ringrazia per tutto quanto.

C’è molto di cui sorridere.

 


“Vi fa dormire?”

13 Ottobre 2007

Mi sono ritrovato molte volte a fare questa domanda a nuovi genitori.

Ora mi ritrovo dall’altro lato scopro non essere una mia fissazione o stravagante curiosità e non posso non chiedermi il senso di quella richiesta. È tra le prime che ci viene rivolta.

In sé, ha un senso. Uno dei primi problemi che deve affrontare un genitore è proprio quella del sonno. Nel peggiore dei casi la bambina o bambino passa intere notti insonni o, come si dice, scambia la notte con il giorno. Nel migliore vi sveglia nel cuore della notte per mangiare o essere cambiata/o. Preoccuparsi di questo aspetto esprime una sana preoccupazione dei problemi che occorre affrontare. Eppure non si tratta dell’unica emergenza, quindi deve esserci almeno un’altra spiegazione di tale insistenza.

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“Fate di me quello che volete”

25 Settembre 2007

E’ impossibile capire cosa pensa un neonato. Qual è il suo punto di vista. Come percepisce, se e come la pensa, cosa sente. Eppure ci sono momenti in cui ti ritrovi a comportarti come lui, quasi ad imitarlo. Scopri in te reazioni che evidentemente ti riportano a quell’esperienza, istinti che non si sono del tutto dissolti.

Ad esempio, c’è stato un momento in cui mi sono ritrovato a comportarmi nella stessa maniera: dal dentista.

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Letture: Ma dov’è l’”ecologia della nascita”?

14 Settembre 2007

Immagine di Ecologia della nascita

Non sono sicuro se consigliarvi questo libro.

Vedere come le cose potrebbero essere e poi confrontarsi con una realtà ben diversa può dare inutili delusioni. E’ come prepararsi all’idea di un gelato e scoprire che è stato finito. In questo caso, neanche acquistato.

E’ successo a noi e credo purtroppo, sia destinato a succedere a moltissimi altri. Quindi se volete sapere di che gusto è questo gelato proseguite pure la lettura.

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